Nel cuore delle foreste dei Carpazi, non lontano da Užhorod, sorgono le rovine di una delle fortezze medievali più famose della Transcarpazia: il castello di Nevицke. Dal basso, le sue mura di pietra quasi scompaiono tra gli alberi, ma basta salire sulla Collina del Castello perché davanti al viaggiatore si apra uno scenario completamente diverso: un’antica torre, i resti delle mura difensive, il cortile interno e la vista sulla valle che un tempo questa fortezza controllava.
Oggi il castello di Nevицke tace, ma le sue rovine conservano le tracce di diversi secoli di storia turbolenta. La fortezza fu ricostruita e rafforzata, e per essa si combatté; nel XVII secolo visse eventi dopo i quali non recuperò mai più la sua antica potenza. Proprio il fatto che, dopo la distruzione, il castello non sia stato praticamente adattato a nuove esigenze ha contribuito a conservarlo come una sorta di frammento congelato della fortificazione medievale.
Tuttavia, i documenti storici sono solo una parte del fascino di questo luogo. Nel corso delle generazioni, intorno al castello sono nate leggende sulla crudele Cattiva Fanciulla, su fantasmi, sotterranei e tesori nascosti. Tra i racconti meno noti compare persino un enigmatico riferimento ai cavalieri templari: una versione che a prima vista sembra una consueta invenzione romantica, ma che, esaminata più attentamente, si rivela molto più interessante. Per questo vale la pena venire qui non solo per ammirare le rovine. La fortezza di Nevицke offre la rara possibilità di attraversare letteralmente diversi strati del passato: vedere autentiche strutture difensive, conoscere la storia dei Druget, distinguere i fatti dalle tradizioni popolari e cercare di capire perché, dopo centinaia di anni, l’antico castello sopra l’Už continui a suscitare nuove domande.
La storia del castello di Nevицke: dalle prime fortificazioni alle rovine
La storia del castello di Nevицke ebbe inizio molto prima che sulla valle dell’Už comparisse il profilo oggi familiare della fortezza in pietra. Le ricerche archeologiche mostrano che le prime fortificazioni medievali sulla Collina del Castello esistevano già nel XIII secolo. Allora si trattava di una struttura difensiva molto più modesta: una torre circolare in pietra, un dongione, circondata da fortificazioni in legno e terra. La scelta del luogo non fu casuale: dall’alto della collina si dominavano la valle dell’Už e la strada che conduceva verso l’interno dei Carpazi, in direzione dei passi.
Le prime fortificazioni e la lotta per il controllo della valle dell’Už
Nella letteratura divulgativa, il 1274 viene spesso indicato come il primo riferimento scritto al castello di Nevицke. L’archeologo Oleksandr Dzembas osserva tuttavia che il documento più antico conservato e attendibile in cui il castello è citato direttamente con il nome «Nevицke» risale al 1322. Questa differenza mostra bene con quanta cautela sia necessario ricostruire il periodo più antico della sua storia.
Alla fine del XIII secolo queste terre passarono sotto il dominio dell’influente famiglia Aba. Inizialmente il comitato di Už e il castello erano controllati da Finta Aba, e in seguito da suo fratello Amadeus Aba, uno dei più potenti magnati ungheresi del tempo. Gli studiosi collegano proprio a questo periodo una profonda ricostruzione della fortezza originaria: il vecchio dongione circolare lasciò il posto a una torre quadrata in pietra, mentre il sistema difensivo divenne gradualmente più complesso.
Nel 1317 i discendenti di Amadeus Aba entrarono in aperto conflitto con il re Carlo I Roberto d’Angiò. L’esercito reale conquistò d’assalto il castello di Nevицke, dopodiché la fortezza tornò sotto il controllo della corona. Questo evento segnò l’inizio di una nuova fase della sua storia: poco dopo il castello passò alla famiglia alla quale sarebbero stati legati diversi secoli successivi.
I Druget e la trasformazione del castello di Nevицke in una vera fortezza
Nella prima metà del XIV secolo il castello di Nevицke fu assegnato a Jan Druget, membro di un’influente famiglia giunta nel Regno d’Ungheria insieme alla dinastia angioina. Le diverse fonti datano il trasferimento della fortezza ai Druget al 1322 o al 1328; in ogni caso, proprio a loro è legato il periodo più lungo e importante dello sviluppo del castello.
I Druget possedettero la fortezza di Nevицke per diversi secoli e la trasformarono gradualmente da fortificazione relativamente piccola in un complesso difensivo articolato. I lavori più imponenti furono eseguiti nel XIV–XV secolo, quando lo sviluppo delle armi da fuoco costrinse i castelli medievali a modificare i propri principi difensivi.
A metà del XV secolo il vecchio dongione quadrato fu smantellato e intorno al nucleo interno del castello comparve una seconda linea difensiva in pietra. Essa fu rafforzata da quattro basse torri semicircolari a bastione e da una torre-barbacane pentagonale a tre livelli, avanzata rispetto alle mura. Davanti alle nuove fortificazioni fu scavato direttamente nella roccia un fossato profondo. Fu proprio dopo queste ricostruzioni che il castello di Nevицke assunse i tratti principali ancora riconoscibili nelle sue rovine.
Non solo una fortezza: la vita dentro le mura del castello di Nevицke
Il castello non era soltanto un avamposto militare. I ritrovamenti archeologici testimoniano un’intensa vita economica: qui lavoravano artigiani, si riparavano armi e si utilizzavano una fucina e laboratori di fusione. Gli oggetti d’uso quotidiano, i tessuti, le monete, le armi e gli attrezzi rinvenuti mostrano che la fortezza era un importante centro amministrativo ed economico del dominio di Už.
Particolarmente interessante era il sistema di approvvigionamento idrico. In periodi diversi gli abitanti utilizzavano una sorgente, una cisterna per raccogliere l’acqua e un pozzo; inoltre, all’incirca dalla metà del XV secolo fino all’inizio del XVII secolo, l’acqua veniva persino condotta al castello tramite tubi di legno dalla montagna vicina. Per una fortezza d’altura che, in caso di assedio, poteva essere completamente isolata dalla valle, disporre di acqua in modo affidabile era di vitale importanza.
La fine del XV e il XVI secolo sono considerati dagli studiosi il periodo di massimo splendore del castello di Nevицke. A quel tempo era già un punto di riferimento politico e geografico così importante da comparire sulle mappe contemporanee del Regno d’Ungheria.
Le guerre del XVII secolo e la distruzione della fortezza
A cavallo tra XVI e XVII secolo la situazione cambiò. L’Europa centrale attraversava lunghi conflitti dinastici e politico-religiosi, mentre la Transcarpazia si trovava tra gli interessi degli Asburgo e dei principi di Transilvania. Il castello di Nevицke passava sempre più spesso di mano.
Nel 1619 la fortezza fu conquistata dal principe di Transilvania Gábor Bethlen. Dopo la sua morte il castello tornò ai Druget, sostenitori degli Asburgo. La svolta definitiva arrivò nel 1644, quando, durante la guerra contro l’imperatore Ferdinando III, il principe di Transilvania Giorgio I Rákóczi conquistò il castello di Nevицke. Per suo ordine la fortificazione fu distrutta.
A differenza di molti altri castelli, dopo questo evento la fortezza di Nevицke non fu più ricostruita né adattata a palazzo, caserma o struttura agricola. Il castello si trasformò gradualmente in una rovina, ma proprio questa circostanza contribuì a preservarne la struttura medievale senza grandi interventi successivi.
Le rovine del castello di Nevицke che vediamo oggi non sono dunque una romantica ricostruzione del Medioevo. Davanti a noi restano i resti di un autentico complesso difensivo del XV–prima metà del XVII secolo, formatosi attraverso secoli di ricostruzioni, guerre e lotte per il controllo della valle dell’Už. Insieme alla storia documentata, le antiche mura hanno conservato anche un’eredità completamente diversa: leggende in cui una crudele signora, passaggi segreti e forze soprannaturali si sono da tempo mescolati agli eventi reali.
Le leggende del castello di Nevицke: la Cattiva Fanciulla e i segreti della fortezza
Il castello di Nevицke vive da tempo non solo nei documenti storici, ma anche nella memoria popolare. Nel corso dei secoli, attorno alle sue mura si è formato un intero corpus di racconti: sulla crudele signora, su una costruzione straordinaria, sul re Mattia, sui passaggi sotterranei, su una culla d’oro e persino su un fantasma. Alcuni di questi motivi hanno origini molto antiche, altri sono comparsi molto più tardi, ma insieme hanno creato l’immagine mistica della fortezza giunta fino a noi.
L’eroina più famosa del folclore locale divenne la Cattiva Fanciulla, chiamata anche Cattiva Ragazza o Fanciulla di Ginger. Una delle prime testimonianze conosciute di questa leggenda fu raccolta dal folklorista Volodymyr Hnatiuk nel 1896, nel villaggio di Vorochevo. In seguito la leggenda fu trascritta anche da altri studiosi e, nei diversi villaggi, presentava ormai dettagli e spiegazioni differenti.
Nella versione più diffusa, la Cattiva Fanciulla è una signora crudele che costringeva i contadini a lavorare alla costruzione del castello e a consegnare prodotti per rafforzarne le mura. I racconti menzionano uova e latte che sarebbero stati aggiunti alla malta. Nelle versioni successive e più drammatiche, la storia diventa ancora più cupa: nella malta si sarebbero dovuti aggiungere persino latte materno o sangue. Alla fine il regno della Cattiva Fanciulla fu posto termine dal re ungherese Mattia, deciso a liberare il popolo dalla crudele signora. Egli ricorse all’astuzia: alle bestie furono legate campane e fasci di fieno incendiati, poi la mandria fu spinta di notte verso il castello. Da lontano sembrava un enorme esercito con le torce, facendo cadere nel panico i difensori della fortezza.
Secondo la leggenda, il castello fu conquistato e il re Mattia punì personalmente la Cattiva Fanciulla. La sua presenza nel racconto è quindi del tutto coerente: nel folclore ungherese e transcarpatico il re appare spesso come un sovrano giusto, che punisce i signori crudeli e protegge la gente comune.
Perché il castello si chiama Nevицke
Un’altra leggenda spiega il nome stesso della fortezza. Secondo il racconto, prima della comparsa del grande castello feudale sulla collina esisteva un rifugio fortificato dove, durante gli attacchi, si nascondevano donne, bambini e giovani nuore. Da qui sarebbe derivato il nome «Nevицke», cioè un luogo legato alle nuore.
È interessante notare che i folkloristi non respingono questo motivo come pura fantasia. Kseniia Ahekian osserva che la leggenda potrebbe conservare un ricordo lontano di un antico insediamento-rifugio, forse esistito sulla Collina del Castello prima della formazione della fortezza feudale medievale. Tuttavia, l’origine stessa del nome del castello di Nevицke non può essere considerata definitivamente accertata sulla sola base della tradizione popolare.
L’indagine storica sui templari e il castello di Nevицke
Tra le storie talvolta collegate al castello di Nevицke, una è particolarmente intrigante: secondo alcuni, i cavalieri templari potrebbero aver avuto un ruolo nella storia antica della fortezza. Un ordine misterioso, un castello medievale, antichi sotterranei e leggende di tesori nascosti: un insieme così affascinante da trasformarsi facilmente in una suggestiva storia turistica. Ma esiste almeno una base storica reale?
Proviamo a distinguere ciò che è confermato dai documenti e dall’archeologia da ciò che la cronologia rende possibile e dal folclore posteriore. Ed è qui che la storia si rivela molto più interessante di una semplice risposta «sì» o «no».
I templari operarono nelle terre cui apparteneva l’odierna Transcarpazia?
Sì: è un fatto storico comprovato. Nel Medioevo il territorio dell’odierna Transcarpazia apparteneva al Regno d’Ungheria, e l’Ordine del Tempio vi possedeva effettivamente una propria struttura provinciale, proprietà e sedi. Lo storico Zsolt Hunyadi, nel saggio «The formation of the territorial structure of the Templars and Hospitallers in the medieval Kingdom of Hungary», osserva che la provincia templare ungherese esisteva già all’incirca a metà del XII secolo, mentre la prima presenza dell’ordine documentata nel regno risale al 1169.
Hunyadi sottolinea tuttavia un problema importante: la documentazione sull’attività dei templari nel Regno d’Ungheria medievale resta frammentaria. Le principali direttrici della loro attività sono state ricostruite, ma gli storici non dispongono ancora di un quadro moderno completo della distribuzione di tutti i possedimenti e dei contatti dell’ordine. Ciò significa che l’assenza di un riferimento a un determinato luogo, da sola, non può dimostrare automaticamente che i cavalieri non vi siano mai stati.
Il periodo di esistenza dei templari coincide con la storia antica del castello di Nevицke?
Sì, ed è proprio qui che emerge il primo vero elemento intrigante. Le ricerche sul castello di Nevytske indicano che la sua storia ebbe inizio prima della prima menzione scritta conosciuta. Nell’opera di Mariana Senkiv «Nevytske Castle», basata sui dati archeologici e sugli studi storici della fortezza, si afferma che nella fase più antica qui esisteva una torre circolare in pietra, un dongione circondato da fortificazioni in legno e terra.
La prima menzione scritta conosciuta del castello risale al 1274, quando apparteneva al re d’Ungheria Ladislao IV. Nel 1279 il castello passò a Finta Aba e in seguito ad Amadeo Aba; nel 1317, dopo la rivolta dei suoi discendenti, la fortezza fu conquistata d’assalto dall’esercito del re Carlo Roberto. In seguito il castello di Nevytske passò ai Drugeth.
L’Ordine dei Templari cessò ufficialmente di esistere soltanto nel 1312. Pertanto, la fortezza più antica sulla Collina del Castello e l’Ordine coesistettero effettivamente per diversi decenni.
Ma una coincidenza cronologica non è ancora una prova di un legame. Dopo la prima menzione scritta, i proprietari del castello di Nevytske sono abbastanza ben documentati e tra loro i Templari non compaiono. Se oggi fosse esistito un qualche contatto sconosciuto, il periodo meno documentato rimarrebbe proprio quello iniziale, precedente al 1274.
Esistono documenti o reperti archeologici templari nel castello di Nevytske?
Ad oggi, no. Negli studi archeologici e storici disponibili sul castello di Nevytske non sono presenti sigilli, sepolture, iscrizioni, armi, documenti o altri oggetti templari attribuiti con certezza, che permettano di collegare direttamente la fortezza all’Ordine del Tempio.
Inoltre, la storiografia critica considera con notevole prudenza molte narrazioni tradizionali sui Templari nell’Europa centrale. Balázs Stószsek, autore dello studio «A templomosok Magyarországon» — «I Templari in Ungheria» – cita l’Archivio Nazionale Ungherese: circa il 75–80% dei possedimenti e dei centri dell’Ordine all’interno del Regno d’Ungheria si trovava in Croazia e Slavonia, mentre nelle terre propriamente ungheresi le fonti scritte attestano con certezza solo un numero limitato di loro case.
Nella rete dei centri templari ricostruita dagli storici, il castello di Nevytske o il comitato di Ung non figurano come centri dell’Ordine comprovati. Non vi sono quindi basi storiche per definire la fortezza «castello dei Templari».
Da dove potrebbe essere nata, allora, la leggenda dei Templari?
Ed è proprio qui che l’indagine diventa particolarmente interessante. Si scopre che le leggende templari in Transcarpazia hanno una tradizione molto più antica delle moderne narrazioni turistiche. Sono state studiate approfonditamente dall’etnografa Adél Édelényi nella sua tesi di dottorato «Templomos lovagok mint ambivalens hősök az európai néphagyományban», dedicata all’immagine dei Templari nella tradizione popolare europea.
Nel capitolo dedicato all’Ucraina contemporanea, la ricercatrice indica esplicitamente tre luoghi della Transcarpazia in cui si è conservata la memoria dei cosiddetti «fratelli rossi» — un nome popolare con cui la tradizione ungherese indicava spesso i Templari: Berehove, Šarošoroši e Serednie.
Particolarmente interessante per la nostra indagine è Serednie. Come il castello di Nevytske, storicamente apparteneva al comitato di Ung. Secondo le leggende popolari, vi avrebbero abitato i Templari; a ovest dell’abitato esisteva inoltre un luogo chiamato Baráterdő — «Bosco dei monaci», dove, secondo la tradizione, un tempo sorgeva il monastero dei «fratelli rossi». Già nel XIX secolo alcuni studiosi trascrivevano questa leggenda, sebbene allora non rimanessero più tracce materiali del monastero.
Nella raccolta di Adorján Dienes «Regélő romok» si è conservato persino il racconto secondo cui i Templari arrivarono ai piedi dei monti di Ung, si stabilirono a Serednie e vi costruirono il loro monastero. Quanto questa storia corrisponda agli eventi reali del XIII secolo è una questione distinta; ciò che conta è che la tradizione templare nell’Ung storica esisteva davvero ed era documentata molto prima del moderno marketing turistico.
La leggenda di Serednie potrebbe essere passata al castello di Nevytske?
Questa è un’ipotesi, non un fatto accertato. Tuttavia, possiede un interessante fondamento folkloristico. La ricerca di Adél Édelényi mostra che le leggende sui Templari non sono composte soltanto da racconti locali, ma anche da cosiddetti motivi itineranti: storie identiche sui «fratelli rossi», sotterranei, rapimenti, monasteri distrutti o tesori nascosti si ripetevano presso rovine diverse in molte regioni dell’Europa centrale.
Anche l’Archivio Nazionale Ungherese richiama l’attenzione su questo fenomeno: la tradizione locale attribuiva spesso ai Templari antichi monasteri e fortificazioni la cui presenza non è confermata dalla storiografia critica. In altre parole, la semplice esistenza di antiche rovine poteva «attirare» nel tempo la leggenda popolare di un ordine misterioso.
Per questo si può avanzare un prudente ipotesi folkloristica: la storia templare del castello di Nevytske potrebbe essersi formata come parte del più ampio complesso di leggende dell’Ung, dove la memoria dei «fratelli rossi» era già legata a Serednie. In seguito il motivo potrebbe essersi esteso anche a una delle fortezze medievali più suggestive della regione.
Non esistono ancora prove dirette di questo trasferimento della leggenda; si tratta quindi soltanto di una possibile spiegazione della sua origine.
E che cosa si sa dei tesori dei Templari?
Là dove compaiono i Templari, quasi inevitabilmente compare anche il tema dei tesori nascosti. È interessante, però, che non si tratti soltanto di un prodotto dei romanzi e del cinema moderni. Gli studi folkloristici mostrano che il motivo dell’oro, dei depositi sotterranei, delle grotte, dei passaggi segreti e dei tesori dei «fratelli rossi» esisteva da secoli nella tradizione popolare di diverse regioni europee.
La Transcarpazia non fece eccezione. Nello studio di Édelényi viene citata una leggenda di Šarošoroši secondo cui, nella memoria popolare, i «fratelli rossi» nascosero i loro tesori sul monte Kelemen, e gli abitanti del luogo avrebbero continuato a cercarli per molte generazioni.
La stessa tesi dedica un’analisi specifica ai tesori nascosti: l’autrice mostra che le leggende sui sotterranei dei monasteri, sulle monete d’oro, sulle botti piene di tesori e sui nascondigli segreti costituiscono uno degli elementi tipici del ciclo folkloristico templare. La comparsa di racconti simili presso antichi castelli è quindi del tutto naturale.
Quanto invece ai tesori dei Templari nel castello di Nevytske, la risposta è netta: non esiste alcuna conferma archeologica di un simile nascondiglio. Se qui circolano storie sull’oro e sui sotterranei, vanno considerate parte della tradizione leggendaria, non la prova dell’esistenza di un tesoro dell’Ordine.
I Templari potrebbero dunque aver avuto un legame con il castello di Nevytske?
Dopo aver verificato i fatti, la risposta è questa: non è possibile escludere, sulla sola base delle fonti oggi disponibili, qualsiasi contatto tra i Templari e questa parte dell’Ung; tuttavia, al momento non esistono prove della loro presenza proprio nel castello di Nevytske.
- Fatto comprovato: i Templari operarono nel Regno d’Ungheria medievale.
- Fatto comprovato: il castello antico di Nevytske esisteva nello stesso periodo dell’Ordine del Tempio.
- Fatto comprovato: in Transcarpazia esisteva un’antica tradizione popolare sui Templari e sui «fratelli rossi».
- Possibilità storica: nel periodo iniziale, scarsamente documentato, potrebbero essere esistiti contatti di cui le fonti non hanno conservato notizia.
- Ipotesi folkloristica: la leggenda sui Templari potrebbe essere giunta al castello di Nevytske dalla più ampia tradizione dell’Ung, in particolare attraverso i racconti legati a Serednie.
- Non comprovato: il possesso del castello da parte dei Templari, una loro commenda a Nevytske, sepolture templari, reperti o tesori.
Pertanto, il castello di Nevytske non può essere definito una fortezza templare. Ma anche la leggenda non appare più una fantasia casuale: nacque in una regione in cui l’ordine medievale era ben presente nella memoria popolare, dove gli etnografi documentarono davvero antichi racconti sui «fratelli rossi» e in cui la storia iniziale della fortezza lascia ancora molte domande senza risposta.
E forse è proprio per questo che questa storia ha attraversato così bene i secoli. Là dove i documenti tacciono e sopra la valle dell’Už restano antiche mura, inizia il territorio delle ipotesi e delle leggende. Finché gli archeologi non troveranno nuove prove, il mistero dei Templari del castello di Nevytske resterà aperto — ma ora sappiamo almeno dove finisce la storia e dove comincia la leggenda.
Che cosa vedere oggi nel castello di Nevytske
Oggi il castello presso il villaggio di Kamianytsia si presenta al viaggiatore non come un palazzo restaurato con sale museali, ma come una vera fortezza medievale in rovina. È proprio questo a costituire gran parte della sua atmosfera: le mura in pietra conservano tracce di ricostruzioni, sistemi difensivi e distruzioni, mentre il bosco circostante è diventato gradualmente parte del paesaggio del castello. Per vedere qui qualcosa di più delle semplici vecchie pietre, conviene sapere a quali dettagli prestare attenzione.
Qui domina sulle rovine la torre principale quadrangolare, ben visibile già da lontano. La sua sagoma, con l’alto tetto in legno, è diventata una sorta di simbolo della fortezza. Le ricerche archeologiche mostrano che il castello ebbe diverse fasi costruttive successive: una prima torre circolare, un dongione quadrato più tardo e la torre principale, formatasi durante l’ampia ricostruzione della fortezza nel XV secolo.
Il tetto della torre, nella sua forma attuale, non è un elemento interamente medievale: l’edificio fu più volte consolidato e restaurato. Dopo il crollo del tetto nel 2019, ebbe inizio una nuova fase di lavori di messa in sicurezza, durante la quale furono consolidate le torri e le sezioni più pericolose delle mura. Oggi la torre principale rimane la parte più caratteristica del complesso castellano.
Barbacane, mura difensive e fossato del castello
È particolarmente interessante osservare come gli architetti medievali organizzassero la difesa della fortezza. A metà del XV secolo, attorno al nucleo principale del castello fu costruita una seconda cinta in pietra con torri-bastioni semicircolari, mentre davanti all’ingresso principale fu eretto un barbacane pentagonale, una torre difensiva separata che proteggeva l’accesso alla porta.
Davanti alla linea esterna delle mura, nella roccia, fu scavato un profondo fossato del castello. Un tempo lo attraversava un ponte levatoio dotato di un sistema di contrappesi. Gli archeologi hanno stabilito che la struttura era progettata così bene che il pesante impalcato del ponte poteva essere sollevato da poche persone in breve tempo. Oggi il meccanismo non esiste più, ma la configurazione del fossato e i resti delle opere difensive aiutano a immaginare quanto fosse complesso il percorso verso la parte interna della fortezza.
Il cortile interno e le tracce della vita quotidiana
Al centro del complesso si trova il cortile del castello. Proprio qui gli archeologi hanno rinvenuto numerosi oggetti che mostrano come il castello di Nevytske non fosse soltanto una struttura militare, ma anche un luogo di vita quotidiana. Tra i reperti figurano stoviglie, utensili domestici, armi, palle di cannone, monete e oggetti legati alle attività artigianali.
Nel cortile si conservano anche i resti del pozzo del castello. Gli studiosi collegano la sua realizzazione alla necessità di disporre di una fonte d’acqua indipendente durante un assedio. In precedenza la fortezza disponeva di un complesso sistema di approvvigionamento idrico: l’acqua arrivava attraverso tubi di legno dalla montagna vicina e veniva utilizzata non solo per le esigenze quotidiane, ma anche nel sistema difensivo.
La vista sulla valle dell’Už: la migliore spiegazione della posizione della fortezza
Uno dei motivi più forti per salire al castello è il panorama che si apre dalla Collina del Castello. In basso si estende la valle dell’Už; si vedono Kamianytsia, le colline circostanti e i contrafforti boscosi dei Carpazi. È proprio da qui che si comprende perché i costruttori medievali abbiano scelto questa vetta.
La fortezza permetteva di controllare il movimento nella valle e l’importante via in direzione dei passi carpatici. Ciò che oggi appare come un suggestivo punto panoramico, alcuni secoli fa era un vantaggio strategico: dall’alto si potevano individuare in anticipo gli spostamenti di persone o truppe e preparare la difesa.
È meglio non avere fretta e percorrere tutto l’itinerario disponibile intorno alle rovine. Il castello di Nevytske oggi è interessante non per il numero di ambienti ricostruiti, ma per la possibilità di vedere la struttura autentica di una fortezza medievale: dalla torre e dal barbacane al fossato, al cortile e alle mura difensive. Il bosco circostante e il panorama sulla valle dell’Už aggiungono poi fascino a un luogo che ha vissuto molto più di quanto si possa comprendere a colpo d’occhio.
Cosa vedere nei dintorni del castello di Nevytske
Un viaggio turistico al castello di Nevytske può facilmente trasformarsi in un itinerario completo nell’area di Užhorod. La fortezza si trova non lontano dal capoluogo regionale e, nel raggio di un tragitto relativamente breve, si possono visitare diverse località molto differenti: da un antico tempio e da un castello-museo fino a un’area naturale protetta e ad altre rovine medievali.
Il castello di Užhorod e il Museo regionale della Transcarpazia
La prosecuzione più naturale dell’itinerario è il castello di Užhorod. A differenza della fortezza di Nevytske, si è conservato molto meglio e oggi ospita un complesso museale. Qui ha sede il Museo regionale della Transcarpazia, mentre una passeggiata nel cortile del castello mostra bene quanto diversamente si sia sviluppato il destino di queste due fortezze legate alla storia dell’area di Užhorod.
Accanto al castello si trova il Museo all’aperto dell’architettura popolare e della vita quotidiana della Transcarpazia. Per questo è comodo dedicare a Užhorod una parte separata della giornata dopo la visita al castello di Nevytske: qui la storia medievale si completa con l’antico tessuto urbano, i musei, il lungofiume dell’Už e il centro storico.
La rotonda di Horyany, uno dei più antichi monumenti sacri della regione
Alla periferia di Užhorod vale la pena vedere la rotonda di Horyany, una piccola chiesa in pietra dalla storia straordinariamente antica. La sua parte più antica viene tradizionalmente datata intorno ai secoli X–XI, mentre la navata gotica fu aggiunta in seguito. All’interno si sono conservati affreschi medievali dei secoli XIV–XV.
Dopo le imponenti mura del castello, questo luogo suscita un’impressione completamente diversa: al posto dell’architettura difensiva, un raccolto tempio antico che ha attraversato diverse epoche storiche conservando dipinti unici.
L’area naturale di Tepla Yama, la natura vicino a Kamianytsia
Se dopo la visita alla fortezza si desidera restare più a contatto con la natura, vale la pena considerare l’area naturale di Tepla Yama, non lontano da Kamianytsia. È un monumento botanico naturale di rilevanza nazionale, esteso per circa 93 ettari, dove sono protette foreste di querce e di querce e faggi, comprese antiche formazioni di quercia rocciosa.
Tepla Yama è interessante proprio come tranquillo proseguimento della passeggiata: dopo le rovine in pietra si può passare a un itinerario nel bosco e osservare l’ambiente naturale del massiccio vulcanico Vyhorlat-Hutyn, di cui fa parte anche la Zamkova Hora.
Il castello di Serednie, un altro mistero medievale della Transcarpazia
Gli appassionati di fortificazioni dovrebbero proseguire l’itinerario fino a Serednie, dove si sono conservate le rovine di un altro castello medievale. Dell’antica fortezza rimane soprattutto una massiccia torre in pietra, ma proprio questo luogo è legato a una delle leggende più note della Transcarpazia: per molti anni è stato associato ai Templari.
Dopo l’indagine storica sui Templari nel castello di Nevytske, questa tappa è particolarmente interessante: permette di vedere con i propri occhi un’altra fortezza dell’Už, attorno alla quale si è formato anch’esso un ricco patrimonio di racconti medievali.
In questo modo, il castello di Nevytske vicino a Užhorod può diventare comodamente il punto centrale di un piccolo itinerario: lo si può abbinare al castello di Užhorod e alla rotonda di Horyany, aggiungere una passeggiata in un’area naturale oppure proseguire il tema delle fortezze medievali a Serednie. Così una sosta presso antiche rovine si trasforma in una conoscenza immediata di diversi strati della storia e della natura della Transcarpazia.
Se il castello di Nevytske sarà soltanto una delle tappe del vostro viaggio, potete continuare a conoscere fortezze e castelli della regione seguendo l’itinerario automobilistico «Castelli della Transcarpazia», che riunisce i manieri più interessanti della regione in un unico viaggio in auto.
Domande frequenti sul castello di Nevytske
Come si arriva al castello di Nevytske da Užhorod?
In auto bisogna uscire da Užhorod in direzione di Kamianytsia e poi seguire le indicazioni per il castello. Si può arrivare quasi fino alla Zamkova Hora, dopodiché una parte del percorso va fatta a piedi. Senza auto si può raggiungere Kamianytsia con i mezzi pubblici e proseguire a piedi.
L’ingresso al castello di Nevytske è a pagamento?
Il castello di Nevytske è costituito da rovine all’aperto, non da un complesso museale con biglietteria. Secondo le informazioni turistiche aggiornate, l’accesso all’area è gratuito. Durante lavori di restauro o di messa in sicurezza, l’accesso ad alcune zone può essere temporaneamente limitato.
Quanto tempo occorre per visitare il castello di Nevytske?
Per la salita, una visita senza fretta alle rovine e alle strutture difensive e per ammirare il panorama sulla valle dell’Už, è consigliabile prevedere circa 1–2 ore. Se si programma una passeggiata nel bosco circostante o la visita ad altri luoghi vicino a Kamianytsia, servirà più tempo.
È possibile salire sulla torre principale del castello di Nevytske?
L’accesso alle singole parti della fortezza dipende dallo stato del monumento e dalle limitazioni in vigore. Dopo i lavori di messa in sicurezza, la piattaforma panoramica della torre principale era stata preparata per i visitatori; prima di salire, tuttavia, è necessario prestare attenzione alle recinzioni, ai cartelli di avvertimento e alle modalità di accesso aggiornate.
È possibile visitare il castello di Nevytske con bambini?
Sì, ma è bene ricordare che si tratta di vere rovine medievali, non di un parco turistico completamente attrezzato. Nell’area ci sono pietre irregolari, dislivelli e resti di mura; perciò i bambini piccoli devono essere costantemente sorvegliati dagli adulti. Per la passeggiata è consigliabile indossare scarpe comode.
Qual è il periodo migliore per visitare il castello di Nevytske?
Il castello è interessante in ogni stagione, ma la primavera, l’estate e l’inizio dell’autunno sono i periodi più comodi per passeggiare. In autunno la fortezza è particolarmente suggestiva, quando i boschi circostanti cambiano colore. Dopo piogge intense, nevicate o in caso di ghiaccio, la salita e l’area pietrosa possono essere scivolose.
Il castello di Nevytske era davvero legato ai Templari?
Non esistono prove storiche o archeologiche dirette di tale legame. I Templari operarono effettivamente nel Regno medievale d’Ungheria, mentre in Transcarpazia sono documentate antiche leggende sui «fratelli rossi». Tuttavia, l’Ordine del Tempio non compare nella storia conosciuta dei proprietari del castello di Nevytske. La versione templare rimane quindi un affascinante mistero storico e un’ipotesi folkloristica, non un fatto dimostrato.
È possibile includere il castello di Nevytske nell’itinerario «Castelli della Transcarpazia»?
Sì. Il castello di Nevytske si inserisce bene in un itinerario automobilistico tra i castelli della Transcarpazia. È più comodo abbinarlo ai castelli di Užhorod e Serednie e, durante un viaggio più lungo, proseguire fino al castello di Palanok a Mukachevo e a Sent-Miklosh a Chynadiiovo.
Il castello di Nevytske: un luogo dove la storia non finisce con le rovine
Il castello di Nevytske non colpisce per sale sfarzose o interni completamente restaurati. La sua forza sta altrove: nelle autentiche mura di pietra, nelle tracce delle antiche ricostruzioni, nelle torri che hanno superato guerre e nel silenzio della Zamkova Hora sopra la valle dell’Už. Qui è facile percepire la differenza tra una scenografia storica restaurata e un luogo che per secoli è cambiato insieme alla Transcarpazia. I Drugeth, la lotta per la fortezza, le distruzioni del XVII secolo, la leggenda della Cattiva Fanciulla, i racconti sui tesori e persino la misteriosa versione templare hanno creato attorno al castello una storia in cui i fatti documentati confinano continuamente con la memoria popolare.
Proprio per questo le rovine del castello di Nevytske non si limitano a essere osservate, ma invitano a essere esplorate: cercando i resti delle antiche linee difensive, immaginando il ponte levatoio sopra il fossato, guardando dall’alto la valle dell’Už e cercando di capire perché questa altura fosse tanto importante per i sovrani medievali della regione. E se si unisce la fortezza di Nevytske ai castelli di Užhorod e Serednie, agli antichi templi e ai luoghi naturali dell’area di Užhorod, una breve gita si trasforma facilmente in un vero e proprio itinerario turistico attraverso la Transcarpazia storica.
Forse è proprio per questo che il castello di Nevytske, vicino a Užhorod, continua ad attirare i viaggiatori anche a centinaia di anni dalla sua distruzione. La fortezza ha perso da tempo la sua importanza militare, ma non ciò che conta di più: la capacità di far fermare i visitatori, osservare con attenzione le antiche mura e porsi una domanda: quante storie devono ancora raccontare?




















Nessun commento
Puoi essere il primo a lasciare un commento.